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Kishōtenketsu
Kishōtenketsu — Metodologia. origine: Giappone/Cina/Corea
Kishōtenketsu, con radici in Giappone, Cina e Corea, articola un discorso in quattro parti e non prevede conflitto nella sua struttura: l'interesse nasce da un cambio di prospettiva. Due documenti di deep research datati 2026-02-01 lo collocano in una tassonomia di framework narrativi, sul versante interculturale, accanto alle narrazioni circolari indigene e ai Dilemma Tales africani, che privilegiano armonia, ciclicità o partecipazione comunitaria. L'insieme occidentale (lo Sparkline di Duarte, il viaggio dell'eroe, il Golden Circle di Sinek, AIDA, PAS, STAR) è descritto come fondato sul conflitto e su una logica lineare.
Il motivo per cui ricompare costantemente è un singolo formato. Entrambi i documenti costruiscono una matrice di raccomandazione formato-framework, ed entrambi assegnano Kishōtenketsu al Pecha Kucha: 20 diapositive che avanzano automaticamente, 6 minuti e 40, narrazione visiva con i punti elenco vietati, sorpresa ottenuta senza conflitto. I suoi vicini nella stessa matrice sono Jo-ha-kyū per l'Ignite (15 secondi per diapositiva, per assorbire un'accelerazione imposta) e il Dilemma Tale per i panel, che si chiude su una domanda aperta.
Emerge anche come regola di sostituzione nella progettazione dei prompt. Tra quattro regole enunciate per scrivere prompt IA che generano interventi, una riguarda l'adattamento culturale: usare Kishōtenketsu per pubblici asiatici, o per pubblici internazionali sensibili al conflitto diretto. Questo lo rende una sostituzione condizionale applicata al framework stesso, innescata dal pubblico piuttosto che dall'argomento.
Entrambi i documenti gli assegnano un solo slot di formato e una sola condizione di pubblico. Nessuno dei due dice cosa fa nei formati più lunghi, dove la raccomandazione spetta allo Sparkline e al viaggio dell'eroe.
- Tipo
- Metodologia
- origine
- Giappone/Cina/Corea
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