Dimitri Mazmanov, Principal Product Manager presso Spotify, ha pubblicato il 3 settembre 2026 sul blog di ingegneria dell'azienda il resoconto di una configurazione che, secondo quanto riferito, taglia del 90% il consumo di token in Claude Code. L'osservazione di partenza: la maggior parte di ciò che un agente di coding fa per lui non è ragionamento ma I/O — leggere cinque file per rispondere a una domanda su un metodo, generare un file di test identico agli altri venti adiacenti. Questo lavoro viene inviato a un modello frontier sovradimensionato, quando un modello economico se la caverebbe altrettanto bene.

La soluzione si basa su AiKA Modes di Portal by Spotify: agenti dichiarativi eseguiti su un runtime effimero, definiti da istruzioni, un modello, parametri e strumenti MCP, senza infrastruttura né chiavi API da gestire. L'autore crea due modalità pubbliche eseguite su Gemini 2.5 Flash. La prima, bulk-reader, legge un lotto di file e risponde con punti elenco strutturati. La seconda, code-writer, genera codice a partire da una specifica e da un file di riferimento di cui deve riprodurre le convenzioni.

Most of what an AI coding agent does for me isn't thinking. It's I/O

— Dimitri Mazmanov , engineering.atspotify.com

Il routing è gestito da un plugin per Claude Code chiamato shunt, dopo il fallimento di una prima versione basata su regole scritte in CLAUDE.md, che il modello poteva ignorare e che andavano copiate in ogni progetto. Il plugin impila tre livelli. Gli hook PreToolUse bloccano le letture di file oltre una soglia di righe configurabile, così come i comandi cat, head o tail su file di grandi dimensioni; le letture mirate passano. Gli script bash incapsulano le chiamate alla Portal CLI, costruiscono la richiesta e riportano indietro l'utilizzo dei token. I file di skill dicono a Claude quando e come chiamare questi script. Il corpus si sposta verso il modello secondario senza mai entrare nel contesto di Claude, che inoltre non vede mai il codice generato, scritto direttamente su disco.

Le misurazioni sono presentate come un risparmio medio di circa il 90% su quattro scenari testati su un monorepo Java, con l'autore che riconosce come lo scenario di generazione sia difficile da misurare. Una sezione dettaglia ciò che non funziona: l'editing non è delegabile per mancanza di numeri di riga affidabili, né lo è il ragionamento — il modello secondario non ha colto un bug di thread-safety che Claude ha individuato immediatamente — e ogni delega costa da dieci a trenta secondi di latenza, il che la rende controproducente su file piccoli.

L'autore conclude che il risparmio di token è solo un punto di partenza: il vero valore delle modalità sta nel trasformare il routing dei modelli in un problema di configurazione piuttosto che di ingegneria dei sistemi.