Post di ingegneria di **Spotify** pubblicato il **3 settembre 2026** su engineering.atspotify.com (~1.600 parole, nove sezioni, due manifest YAML, quattro esempi da riga di comando), a firma di **Dimitri Mazmanov**, Principal Product Manager. Descrive una configurazione personale progettata per spostare i task di I/O fuori dal contesto di **Claude Code**. La premessa dichiarata in apertura: *« Most of what an AI coding agent does for me isn't thinking. It's I/O »* — leggere cinque file per rispondere a una domanda su un singolo metodo, produrre un test modellato sugli altri venti della directory. **(A) Le modalità.** **Portal by Spotify** espone *AiKA Modes*, agenti dichiarativi su un runtime effimero — istruzioni, modello, temperatura, strumenti **MCP** — paragonati a *« AWS Lambda, but for agents »*; due modalità pubbliche, `bulk-reader` e `code-writer`, girano qui su **Gemini 2.5 Flash**. **(B) Il routing.** Un plugin per Claude Code chiamato `shunt` sostituisce le regole in `CLAUDE.md` ritenute *« advisory, not enforced »* con tre livelli: hook `PreToolUse` che bloccano qualsiasi lettura oltre le **350 righe** (soglia regolabile via `SHUNT_MIN_LINES`), due script bash che richiamano la Portal CLI, due skill che forniscono la sintassi di invocazione. Il corpus passa al modello secondario e **non entra mai nel contesto di Claude**. **(C) Misurazioni e i loro limiti.** Su un monorepo Java, quattro scenari, il risparmio medio riportato è di **~90%** su `bulk-read`; l'autore nota che lo scenario `code-write` è *« harder to measure »*, ed elenca tre limiti — editing non delegabile, ragionamento non delegabile, **10-30 secondi** di latenza per chiamata. Estende le questioni di budget affrontate in [[gupta-token-budget-wars-marginal-token-utility-2026-05-28]] e la delega esaminata in [[willison-fable-judgement-delegation-subagents-2026-07-03]].
#Portal by Spotify#AiKA Modes#shunt
Dimitri Mazmanov (Principal Product Manager, Spotify) · sur le blog d'ingénierie engineering.atspotify.com.
Post di **Ethan Mollick** pubblicato il **31 agosto 2026** su *One Useful Thing* (~2.200 parole). Parte da un incidente di sicurezza per sollevare una questione organizzativa: quando dovrebbe un'IA chiedere aiuto a un essere umano?
#agency#agency#agenti autonomi
Ethan Mollick — professeur à la Wharton School (University of Pennsylvania) · auteur du blog *One Useful Thing* sur Substack.
Nicolas Martignole (Le Touilleur Express), co-scritto con **GLM-5.2** e **MiniMax-M3**, pubblica **« The Token Manifesto »**: un pastiche del **Manifeste Agile** (2001) trasposto all'era degli LLM, dove l'unità di valore non è più l'ora-ingegnere ma il **token**. Quattro valori: *short system prompts over clever system prompts*, *one clear example over three paragraphs of explanation*, *iterating in small steps over dumping the whole spec at once*, *outputting in a defined format over letting the model freestyle*. Dodici principi sovvertono uno per uno quelli dell'Agile — "simplicity, the art of maximizing the amount of work **not done by the model**," "self-organizing teams that spot repetition and document it once," "regular reflection **before the monthly bill arrives**." Sotto l'umorismo ("staring at a usage bar nervously") si cela una tesi seria: il vero vincolo economico dello sviluppo assistito dall'IA non è più la velocità ma il **token budget** e l'economia della **finestra di contesto**. Due battute finali chiudono il testo: **« You don't have a prompt problem. You have a context-window problem. »** e **« Everyone's a prompt engineer until they run out of monthly quota. »** Da notare, la strizzata d'occhio meta: un manifesto sulla frugalità dei token co-scritto *con* i modelli.