Analisi di Janakiram MSV (The New Stack, 20 luglio 2026) sulla **convergenza architetturale** delle piattaforme agent enterprise dei tre hyperscaler: in nove mesi, **Amazon Bedrock AgentCore**, **Microsoft Foundry** e **Gemini Enterprise Agent Platform** sono convergenti sugli **stessi sei primitivi** — runtime, memoria, tool gateway, identità, osservabilità, governance — sotto nomi commerciali diversi. Ciò che 18 mesi fa era una collezione frammentata di librerie sta diventando un **livello di piattaforma** a sé stante. La tesi: questa convergenza ripercorre l'**inflessione PaaS 2011-2016**, in cui **Cloud Foundry** ed **Heroku** hanno unificato VM, load balancer, code e secret store attorno a un **contratto applicativo** portabile — salvo che qui **non esiste ancora un contratto equivalente**, e **nessun progetto open source lo ha rivendicato**. Conseguenza: un'impresa non può **spostare un agente da un cloud all'altro** (stato di sessione, tracce e identità finiscono tutti presso un unico fornitore; migrare significa ricostruire tutto). L'autore propone una **mappatura riga per riga** del contratto Cloud Foundry sugli agenti, definisce tre principi di design (impacchettare l'agente come **una singola unità distribuibile**, **collegare** le capacità invece di incorporare i fornitori, integrare il livello **operativo** nell'astrazione), indica ciò che i protocolli aperti (MCP, A2A, OpenTelemetry) lasciano fuori campo — il **ciclo di vita** — e formula tre domande di due diligence: **governance** (fondazione neutrale vs. fornitore), **packaging** (lo stesso artefatto su due cloud senza riscriverlo), **stato** (memoria esportabile). Verdetto: chi finirà per possedere il **control plane degli agenti** definirà *cos'è un agente*.
Video-intervista registrata al **VivaTech** (stand **Scaleway**), diffusa dal media **République**, che riunisce **Damien Lucas** (CEO di Scaleway) e **Franck Le Moal** (Global Technical Officer del gruppo **LVMH**). **Tesi centrale**: l'emergere di una **"geopolitica tech"** costringe le multinazionali ad abbandonare la soluzione globale unica a favore di un **sistema informativo regionalizzato in tre blocchi** (Stati Uniti, Europa, Cina). LVMH (80 miliardi di euro di fatturato, 75 maison, oltre 100 paesi) formalizza una **partnership cloud con Scaleway** per costruire un **blocco europeo autonomo**, accanto a Google Cloud (dati, dal 2021), SAP, Salesforce sul versante occidentale e Alibaba Cloud / Huawei / Tencent sul versante cinese. Il gruppo si definisce **"ibrido"** e **autonomo** piuttosto che **"sovrano"** (termine che rifiuta, giudicato ambiguo). Scaleway si posiziona come **fornitore cloud europeo** immune dalle leggi extraterritoriali e protetto da un **kill switch** ("non è fantascienza", vista l'attualità del fine settimana). L'argomento economico di Damien Lucas: **1 euro speso con Scaleway = 68 centesimi che restano nell'economia europea** (contro meno di 20 centesimi con un hyperscaler americano, anche se ospitato in Francia). Tempistiche: PoC completati, dispiegamento a partire da **Sephora e Louis Vuitton**, presenza significativa prevista entro **12-18 mesi**. Missione dichiarata di Scaleway: concentrarsi su **IaaS/PaaS** (nessuna verticalizzazione come il software di produttività d'ufficio), appoggiandosi a un ecosistema di partner (applicazioni sovrane, chipset e server europei). L'offerta **GPU Nvidia / IA** di Scaleway **non è prevista a breve termine** ma resta aperta (modelli open source per autonomia + performance economica).
**Bertrand** — journaliste / présentateur du média **République** (partenaire de VivaTech) · conduit l'entretien. **Damien Lucas** — CEO de **Scaleway**. **Franck Le Moal** — Global Technical Officer du groupe **LVMH**.