Donn Felker, AI platform lead presso Polygon, in precedenza in Tinder e specialista Android da dieci anni, pubblica il 14 settembre 2026 un saggio sulla scomparsa dell'ingegneria del software come l'ha praticata lui. Data la propria presa di coscienza al luglio 2025, sulla base di tre fatti. Ha costruito una SaaS completa senza scrivere una riga di codice. In Tinder, un prompt di duemila parole ha eseguito in dieci minuti, senza errori, una migrazione di una libreria di threading che prima richiedeva da sei a otto ore per istanza. Infine, ha visto persone non tecniche spedire prodotti reali: una CFO ha costruito il suo strumento di operazioni finanziarie con l'app Claude, un gestore di palestra la sua piattaforma di coaching. La sua conclusione: non si è mai trattato di scrivere codice ma di eseguire — il codice era solo un pedaggio.

Il saggio spiega poi l'ansia degli ingegneri attraverso due concetti di psicologia sociale. L'occupational categorization riduce una persona al proprio lavoro; la professional identity centrality fa di quel lavoro il fondamento del proprio valore. Quando il lavoro quotidiano passa a un agente, l'identità vacilla: restare indietro oppure addestrare il proprio sostituto.

Felker propone l'immagine di un pendolo della leva tra prodotto e ingegneria. L'agente sposta la leva iniziale verso il prodotto, che ottiene un prototipo in un pomeriggio. Ma la complessità e la scala riportano la leva verso l'ingegneria: una CFO bloccata dopo due mesi nella stessa sessione di Claude Cowork senza sapere dove si trova il suo codice, un fotografo la cui app Base44 memorizzava i suoi contenuti multimediali su Google Drive a un costo di trasferimento insostenibile. L'ingegnere corregge, mette in atto architettura e guardrail, poi restituisce il controllo. Ogni oscillazione si attenua, fino alla versione successiva del modello.

Il ruolo che emerge nel punto di equilibrio è l'agentic builder, un ibrido tra ingegnere e product lead. I puri specialisti dei due estremi sono presentati come minacciati. Il percorso proposto ha due fasi: codificare le proprie conoscenze in skill e procedure eseguibili dagli agenti, il che rende l'individuo scalabile e lo fa passare da operatore a orchestratore; poi adottare il pensiero sistemico — business per l'ingegnere, ingegneria per la persona non tecnica — con un elenco di sei requisiti da richiedere all'agente: architettura, guardrail, backup, versioning, governance, osservabilità.

L'autore fissa un orizzonte di sei mesi per compiere la transizione e conclude con la figura del builder capace di leggere un bilancio e una traccia di esecuzione.