Post su LinkedIn di **Addy Osmani** (titolo indicato: *Membro del Technical Staff* presso **Anthropic**), pubblicato il **9 ottobre 2026**; circa 450 parole più un diagramma. Propone di leggere le reazioni degli ingegneri agli agenti (entusiasmo per alcuni, lutto per la professione per altri) attraverso **tre fonti di gioia** sul lavoro: **fare** (flow), **sapere** (il modello mentale) e **contare** (essere l'esperto da cui tutto dipende).
#gioia del fare#gioia del sapere#gioia del contare
Addy Osmani — Member of Technical Staff chez Anthropic (fonction affichée) ; post LinkedIn.
Saggio lungo di **Shubham Saboo** (X/Twitter) che sostiene una tesi sul ruolo del Product Manager nell'era degli agenti: la prossima competenza chiave **non è il prompt engineering** ma il **Loop Engineering** — progettare un *sistema che migliora a ogni esecuzione* anziché scrivere il prompt perfetto ogni volta. Un **loop** è un ciclo ripetuto: modificare ciò che modella il comportamento dell'agente → eseguirlo → valutare l'output → mantenere la modifica se la qualità aumenta, altrimenti annullarla → **capitalizzare l'apprendimento** in modo che la versione successiva parta avvantaggiata. Per un PM, il punto d'ingresso non è il codice ma gli **artefatti durevoli** che codificano il suo giudizio: skill di PRD-review, *summarizer* di chiamate con i clienti, griglia di valutazione, checklist di lancio, workflow di ricerca, `CLAUDE.md`, template di prompt, framework di prioritizzazione. Poiché vengono riutilizzati, questi artefatti **si accumulano in entrambe le direzioni** — e **degradano** silenziosamente (un CLAUDE.md che continua a crescere, una checklist ignorata…): il modello non è peggiorato, sono gli artefatti a essere degradati senza sorveglianza. Un loop ha **5 componenti**: trigger, azione, **prova**, memoria, **condizione di arresto** (la più critica). Gli **eval** diventano lavoro del PM (testare l'artefatto su esempi noti: 3 PRD buoni / 3 cattivi, 5 chiamate comprese, 2 lanci passati). La **memoria** risiede su **GitHub** (il repository diventa "memoria di prodotto": commit, diff, risultati degli eval, registro delle decisioni, rollback). Primo loop consigliato: un **loop settimanale di segnale di prodotto** (ogni venerdì). Il gusto/istinto resta centrale — ma ora richiede una **prova**. Cita Boris (creatore di Claude Code): "non scrive più prompt, scrive loop".
Post LinkedIn di Fred Plais (CEO di Archie, ex Platform.sh): l'IA ha reso gli ingegneri così veloci che il **collo di bottiglia si è spostato a monte**, in un punto che nessuno sta osservando. Non essendo più l'esecuzione la parte lenta, il tempo di riflessione che esisteva un tempo "mentre il codice veniva costruito" è scomparso — la visione giusta deve ora formarsi e le decisioni giuste devono essere prese in una frazione del tempo precedente. Emergono due profili rari: quello capace di **articolare una visione abbastanza precisa** perché un agente la esegua senza deragliare, e quello che sa **orchestrare gli agenti** (anticipandone i fallimenti, concatenandoli, intercettando un errore prima che si propaghi). Assumere in base all'"output di codice" sta diventando obsoleto: è esattamente ciò che ha smesso di essere raro. Tesi finale: "pensare in modo chiaro è sempre stato il lavoro — la velocità ha solo reso impossibile fingere di farlo".
#collo di bottiglia#spostamento del collo di bottiglia#velocità di esecuzione