Eno Reyes, co-fondatore e CTO di Factory, presenta come costruire una "software factory" — un'organizzazione in cui gli agenti assumono l'intero ciclo di sviluppo software. Parte da una retrospettiva: nel 2023 si prevedeva che l'IA per il codice sarebbe passata dal completamento automatico di righe al completamento automatico di file, poi di repository. Gli agenti di coding sono arrivati, ma la maggior parte dell'uso resta "chiedo, ottengo". Secondo lui, questa era è in fase di esaurimento: le organizzazioni si pongono ora domande su sforamenti di costo, ritorno sull'investimento, dipendenza da un unico modello e ruolo degli sviluppatori, che dedicano poco tempo al solo coding.
Descrive lo sviluppo come un ciclo di feedback. I segnali provenienti da clienti, bug, telemetria o concorrenti vengono triagati, poi trasformati in un piano, codice, validazione e deployment, che a loro volta producono nuovi segnali. Ogni fase può essere affidata ad agenti. Per Reyes, le vere difficoltà sono la misurazione, l'analisi e la governance: il problema è organizzativo più che tecnico.
Tre principi strutturano il suo framework. Primo, l'indipendenza dal modello: un responsabile IT non dovrebbe doversi legare a un unico fornitore, né essere soggetto ai suoi prezzi. Un routeur de modèles alloca la capacità di calcolo in base al compito e al ruolo. Secondo, la sovranità: scegliere il proprio deployment, dal SaaS all'air gap, e mantenere il controllo sulle traces, poiché correggere una decisione sbagliata presa dalla factory richiede di capire perché è stata presa. Terzo, la copertura dell'intero ciclo di vita, con lo stesso agente su tutte le superfici, per evitare di disperdere policy, router ed esportazioni di traces.
La governance resta difficile: l'identità dell'agente (ereditata dall'utente per l'attività interattiva, account di servizio per la revisione in sandbox), i controlli sui modelli, le allow list, la classificazione del rischio, i tetti di spesa e un audit capace di ricostruire, in un'unica query, dall'accesso a una tabella fino alla persona, al prompt e alle traces. Ritiene superflua l'indicizzazione del codice in un cloud.
Il collo di bottiglia, afferma, non è più il modello, né ormai il harness, ma la preparazione dell'organizzazione: strumenti utilizzabili dagli agenti e validazione deterministica (lint, test, typing, convenzioni). Factory propone un prodotto agent readiness che misura più di 150 segnali.
Gli esseri umani diventano i custodi della factory: vigilano sulla deriva, correggono il sistema e prevengono gli errori in modo duraturo, in codice ordinario piuttosto che in specifiche in linguaggio naturale. Reyes conclude che le aziende dovranno trovare la propria "metrica Google", un legame tra un indicatore di engineering e un risultato di business, per allocare l'inferenza in base al ROI, ad esempio assegnando a un agente un obiettivo di performance con un budget di token.