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Persona

Socrate

Socrate — Persona. periodo: 469-399 a.C. · ruolo: Interlocutore del *Fedro*, narratore del mito egizio

Intorno al 370 a.C., nel *Fedro* di Platone, Socrate racconta un mito egizio: Theuth, un dio di Naucrati il cui uccello sacro è l'ibis, porta al re Thamus le sue invenzioni (i numeri, il calcolo, la geometria, l'astronomia, i dadi e soprattutto le lettere), promettendo un elisir di memoria e sapienza. Thamus rigetta la pretesa. Le lettere produrranno dimenticanza, perché chi le apprende smetterà di esercitare il ricordo e si affiderà a caratteri esterni che non fanno parte di lui. Theuth ha trovato un elisir del rammentare, non della memoria, e offre agli studenti l'apparenza della sapienza, non la sapienza vera.

La voce di Jeremy Norman su HistoryofInformation.com riduce il passo, da 274c a 275b, a due accuse: la scrittura indebolisce la necessità e il potere della memoria, e permette a un lettore di simulare la comprensione invece di comprendere davvero. Norman archivia la voce sotto scrittura ed epigrafia, sotto educazione e alfabetizzazione, e sotto memoria, mnemotecnica e conservazione dei dati.

Riley Ralmuto assegna a Socrate un compito diverso. Contro Marc Andreessen, che ha datato l'introspezione alla Vienna del 1910-1920, l'ha definita un senso di colpa viennese, e ha detto di non praticarne alcuna, Ralmuto riunisce 2.400 anni di esaminatori di sé e apre la lista con la massima secondo cui la vita non esaminata non merita di essere vissuta, prima di Marco Aurelio, Seneca, Agostino d'Ippona, il Buddha e Confucio.

Nessuno dei due autori discute con Socrate. Entrambi lo invocano come l'autorità più antica registrata contro una affermazione contemporanea sicura di sé: l'uno su quanto costa a chi se ne affida un medium esterno, l'altro su quando gli esseri umani hanno iniziato a guardare dentro di sé.

Tipo
Persona
periodo
469-399 a.C.
ruolo
Interlocutore del *Fedro*, narratore del mito egizio
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